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21/09/2017
Crisi idrica e sostenibilità: ne parliamo con il co-fondatore di Itaca Water: Andrea Zanotti

Crisi idrica e sostenibilità: ne parliamo con il co-fondatore di Itaca Water: Andrea Zanotti

Nell’estate che si è appena conclusa, la crisi idrica è stato un argomento dibattuto quotidianamente su qualsiasi testata giornalistica. Siccità, emergenza acqua e ricerca di soluzioni per evitarne un consumo eccessivo sono stati termini pronunciati frequentemente. In alcune situazioni sono stati al centro di dibattiti politici che hanno spaccato in due una città intera, come il caso delle storiche fontanelle di Roma – i “nasoni” - additati come fonte di spreco della risorsa idrica, da eliminare durante il momento di crisi. Un altro caso emblematico è stato quello di Asolo, piccolo comune collinare del trevigiano, in cui il sindaco ha chiesto di fermare la costruzione di nuove piscine dopo il boom di 30 strutture di balneazione privata negli ultimi 5 anni. Il problema è stato però generale: in tutta Italia si è parlato continuamente di rischio idrico e delle drastiche misure che sono state proposte o messe in atto per scongiurare che la già difficile condizione potesse peggiorare ulteriormente.
È quindi possibile trovare un modo intelligente di risparmiare acqua in strutture a grande consumo come le fontane pubbliche e le piscine? L’innovazione tecnologica applicata al consumo, al trattamento e al riciclo delle acque è certamente la risposta.
Andrea Zanotti, co-fondatore e commerciale di ITACA Srl, afferma: “Noi produciamo sistemi di microfiltrazione avanzati che offrono la possibilità di produrre acqua depurata e batteriologicamente controllata. Attraverso questo processo assicuriamo l’utilizzo minimo di prodotti chimici e un riciclo ottimale nelle strutture per la balneazione. Ci impegniamo a garantire la rispondenza alle normative igieniche della qualità dell’acqua per le nostre piscine e i nostri centri wellness, garantendo la funzionalità, il comfort e il design”.
Una possibilità esiste se si dispone della tecnologia adatta ma anche della coscienza ecologica necessaria, permettendo anche un abbassamento dei costi. Continua Zanotti: “Un impianto in grado di recuperare fino 16 m3/giorno ha un costo di circa 20.000 euro. Se si considera un costo medio dell'acqua potabile di circa 2,5 euro/m3, il sistema permette di recuperare acqua pari ad un valore annuo di 13.200 euro, consentendo un tempo di ammortamento inferiore ai 24 mesi”.
Zanotti conclude affermando: “Ritengo che il settore piscine abbia necessità di un salto tecnologico notevole e che oggi questo sia possibile, unitamente ovviamente ad una coscienza ecologica in grado di portarci, grazie alla tecnologia, ad una corretta gestione della risorsa idrica”.
Senza adottare nessuna misura drastica è quindi possibile, con un impianto all’avanguardia come quelli offerti da ITACA, alimentare piscine e centri benessere garantendo il miglior servizio possibile, senza incidere sul rischio idrico che ha caratterizzato la scorsa stagione calda.
L'intervista completa è uscita nel magazine Piscine.

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